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Il Polo museale ha sede a Palazzo Reale di Genova.

Indirizzo

Via Balbi, 10
16126 Genova

Telefono / Fax

T +39 010 2710 292

Email

pm-lig@beniculturali.it
mbac-pm-lig@mailcert.beniculturali.it

Come arrivare

  • In autobus

    Per raggiungere con i mezzi pubblici (metro o autobus) Palazzo Reale, sede del Polo è possibile calcolare i percorsi in tempo reale sul sito AMT.

  • In treno

    La Stazione Genova Piazza Principe è a circa 10 minuti di percorso a piedi. Da Piazza Principe si imbocca Via Balbi e la si percorre fino circa a metà. Per maggiori informazioni visita il sito Trenitalia.

  • In aereo

    L’aeroporto Cristoforo Colombo è a circa 20 minuti di percorso in auto. Dall’aeroporto è possibile prendere l’autobus “Volabus“.

la sede

Quello che chiamiamo oggi Palazzo Reale è in realtà una grande dimora patrizia edificata, accresciuta nel tempo e decorata con splendore, oltre che dai Savoia nell’Ottocento, da due grandi dinastie genovesi: i Balbi che lo costruirono tra il 1643 ed il 1650 e i Durazzo che lo ampliarono tra la fine del Seicento e l’inizio del secolo successivo. Il palazzo è il più vasto complesso architettonico sei-settecentesco a Genova che abbia conservato intatti i suoi interni di rappresentanza, completi di affreschi e stucchi, dipinti, sculture, arredi e suppellettili.
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La storia

La vicenda storica del palazzo ebbe inizio il 4 febbraio 1643 quando Stefano Balbi, abile finanziere presentò il progetto per l’imponente fabbrica che sarebbe sorta di fronte alla chiesa di San Carlo. L’impianto secentesco della costruzione era allora limitato all’attuale corpo centrale, articolato come oggi in due piani nobili e tre ammezzati, e alla manica occidentale unita al corpo principale.

Eugenio Durazzo acquistò il palazzo nel 1679 e si può considerare il principale artefice dell’estensione della fabbrica verso levante, che mutò drasticamente il suo aspetto primitivo. Al patrizio genovese va anche ascritta la ricostruzione dell’antico Teatro del Falcone, acquistato nello stesso anno e subito ricostruito e connesso alla dimora, rendendolo accessibile dalla nuova “Strada dei Signori Balbi”. A detta di Ratti, che scrive nel 1766, fu l’architetto Carlo Fontana, chiamato da Roma da Eugenio l’autore del nuovo progetto. Il palazzo assunse definitivamente negli ultimi vent’anni del Seicento l’articolazione e l’organizzazione scenografica, che in parte conserva tuttora, con la costruzione dei due corpi scala, del grande terrazzo a “U” e dell’ampliamento del cortile d’onore. Alla morte di Eugenio, il nipote Gerolamo Ignazio si occuperà di soprintendere soprattutto ai lavori di decoro degli interni. Risale a questa fase la realizzazione della nuova Galleria degli Specchi, decorata tra il 1726 e il 1730.

Per via della crisi economica che aveva notevolmente ridotto le risorse dei Durazzo, la dimora fu venduto nel 1824 ai Savoia. Furono subito previsti nuovi e importanti lavori di restauro, che adattarono gli ambienti alla nuova destinazione di reggia. Soprattutto nel periodo albertino venne conclusa la maggior parte dei lavori di adeguamento dell’edificio alle nuove funzioni, già parzialmente progettate durante il regno di Carlo Felice: la realizzazione di nuove scuderie e del maneggio, l’allestimento della Sala del Trono, della Sala della Udienze, del Salone da Ballo, di un appartamento nobile al primo piano, detto Appartamento dei Principi Ereditari e la costruzione del “ponte reale”, il passaggio coperto che univa il palazzo alla Regia Darsena. Nel 1919 Vittorio Emanuele III cederà la reggia genovese allo Stato Italiano, affidandola al Real Ministero dell’Istruzione; dalla stessa data il secondo piano nobile divenne un museo aperto al pubblico.

L’edificio è oggi il più vasto complesso architettonico sei-settecentesco a Genova che abbia conservato intatti i suoi interni di rappresentanza, completi sia delle decorazioni fisse sia di quelle mobili. Le volte dei salotti e delle gallerie sono affrescate da alcuni dei nomi più importanti della decorazione barocca e rococò locale. Tra gli oltre cento dipinti esposti nelle sale si trovano opere dei migliori artisti genovesi del Seicento insieme a capolavori dei Bassano, del Tintoretto, di Luca Giordano, di Anton van Dyck, di Ferdinand Voet e di Guercino.

Palazzo Reale di Genova il 13 luglio del 2006 è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.