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Museo archeologico nazionale e zona archeologica di Luni

Ortonovo

Il museo

Museo archeologico nazionale e zona archeologica di Luni

Nel sito archeologico di Luni si possono visitare le vestigia dell’antica colonia romana di Portus Lunae, fondata nel 177 a.C. alla foce del fiume Magra dopo aspre battaglie contro i Liguri per la conquista del territorio. La città ebbe una vita lunghissima fino al XIII secolo quando la sua decadenza fu citata da Dante Alighieri nel XVI Canto del Paradiso.

L’importanza della colonia è dovuta alla presenza del marmo che oggi chiamiamo di Carrara ma in epoca romana era definito “lunense”. La prosperità di Luni, dovuta alla gestione diretta delle cave ed al commercio del marmo, si riconosce ancora oggi nelle antiche pavimentazioni delle domus, negli affreschi parietali e negli edifici pubblici e religiosi. La città di Luna, circondata da mura e prospiciente al mare, era organizzata in isolati rettangolari allungati e aveva un’ampia zona pubblica, il foro, nel quale si intersecavano cardo e decumano che ancora oggi sono parzialmente percorribili.

Sul foro si affacciava il Capitolium intitolato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva; più a nord era invece ubicato il Grande Tempio, dedicato al culto della dea Luna, i cui frontoni (conservati al Museo Archeologico di Firenze) curiosamente non erano in marmo frequentemente usato a Luni, ma in terracotta. La vita della colonia romana grazie al commercio del marmo fu prospera e lunga sebbene un violento terremoto la distrusse parzialmente nel IV secolo d.C.; la città fu abbandonata solo in età medievale quando le piene del fiume Magra modificarono la piana spostando molto più avanti la linea di costa.

Il percorso di visita consente di ammirare, unitamente ai preziosi reperti esposti nelle sale del Museo, l’area archeologica e il foro con una sezione dedicata al Capitolium, il Grande Tempio, le numerose dimore private con mosaici e affreschi, la basilica cristiana ed i materiali recuperati nel corso delle ricerche esposti nei casali storici disseminati nella campagna.

staff

I servizi di fruizione, accoglienza e vigilanza sono garantiti da
Alfio Bianchi
Donatella Bottari
Ruggero Casolari
Maria Teresa Falciano
Luigi Lenzi
Stefano Lombardi
Patrizia Molinari
Corrado Parlagreco
Paola Peri
Sergio Ricci
Eliana Valenti
Osilda Vigezzi

La colonia romana di Luna deve il suo nome alla dea Selene-Luna e fu fondata nel 177 a.C. alla foce del fiume Magra. La prossimità al porto oggi interrato, la ricchezza dei filoni marmiferi apuani e gli interessi politici di famiglie senatorie favorirono ben presto la prosperità del centro, che fu arricchito di templi, statue onorarie ed edifici privati lussuosi. Alla fine del IV secolo d.C., distrutta dal terremoto, la città fu ricostruita sfruttando i resti della città antica. L'impaludamento del porto e la malaria ne segnarono il definitivo abbandono nel XIII secolo. Il Museo si apre con una sezione relativa alla statuaria in marmo e alla ritrattistica, seguono una sezione dedicata alla ceramica, una alla numismatica, con un repertorio di monete, ed ancora una sezione destinata ai monili e agli strumenti da toilette. Sono poi esposti i contenitori da trasporto, i vetri e vari oggetti in metallo. Lo spazio del portico sottostante il Museo è destinato al tempio dedicato alla triade capitolina. Quindi proseguendo nella visita all'area archeologica si possono osservare i resti della “domus dei mosaici” che prende nome appunto dalla ricca pavimentazione. Oltrepassata la domus, svettano i ruderi del tempio dedicato alla dea Luna, uno degli edifici di culto più antichi della città. Ritornando lungo il percorso si raggiunge l’area pubblica centrale che si sviluppa intorno al foro. La grande piazza era in origine rivestita di marmi e delimitata sui lati lunghi da porticati con botteghe. In età imperiale vi si affaccia una serie di edifici pubblici sia a carattere sacro che civile. La visita prosegue con la sezione dedicata all’edilizia privata presso la quale un spazio significativo è attribuito alla “domus degli affreschi”, vasta dimora che prende il nome dagli intonaci dipinti rinvenuti al suo interno. Il percorso si chiude con la visita allo splendido anfiteatro di età imperiale ubicato al di fuori delle mura.

Indirizzo

Via Luni, 37
19034 Ortonovo

Orari

Martedì-Domenica 8.30-19.30 (verificare sul sito www.luni.beniculturali.it) gli orari della domenica possono variare

Informazioni

www.musei.liguria.beniculturali.it
pm-lig.museoluni@beniculturali.it
Tel: + 39 0187 66811
Chiusura: Lunedì
Intero: 4,00 €
Ridotto: 2,00 €