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Villa romana del Varignano

Portovenere

Il museo

Villa romana del Varignano

L’area archeologica della Villa romana del Varignano conserva il frantoio oleario più antico della Liguria.

La Villa romana inserita in un contesto paesaggistico-ambientale di notevole pregio, al fondo di un’insenatura protetta in località Le Grazie di Portovenere (Sp), fa parte di un sistema di approdi e fundi realizzato dai Romani nell’ampio golfo della Spezia e correlato al vicino bacino del portus Lunae.

La villa era parte integrante di un ottimo fondo agricolo di circa 30.000 metri quadrati ettari coltivato a oliveto, forse anche con zone boschive e di pascolo.

Le indagini archeologiche hanno messo in luce un grande complesso con approdo privato sul mare, che riuniva le caratteristiche tipiche della villa rustica e della villa marittima d’otium e che ebbe lunga vita, tra la fine del II secolo a.C. e gli inizi del V secolo d.C.

Lo sviluppo definitivo della villa nelle sue parti si data al 90-80 del I secolo a.C., ma una struttura precedente, risalente alla fine del II secolo a.C., di cui ad oggi sono stati individuati 7 ambienti con decorazioni parietali e pavimenti di pregio, testimonia una fase di vita più antica. La pars urbana è costituita da due corpi rettangolari adiacenti ma non direttamente comunicanti tra loro: l’ala riservata al vilicus ed alla sua famiglia costituito da numerosi ambienti e la domus strutturata con atri compluviati,  tablinum e alae, ambienti con pavimentazioni musive di alta qualità e scenograficamente aperti su un porticato affacciato sul mare.

La pars fructuaria, il quartiere adibito alle attività produttive si sviluppa con edifici dedicati alla lavorazione delle olive e allo stoccaggio dell’olio. Organizzato secondo i precetti del De agri cultura di Catone, è costituito dall’impianto delle macchine per la spremitura e dalla grande cella olearia che doveva contenere almeno 50 giare. Eccezionalmente conservato è il locale dei torchi, dove sono alloggiate due presse olearie del tipo più antico descritto da Catone, azionato da leve e funi.

Nella seconda metà del I secolo d.C.  importanti ristrutturazioni modificano il quartiere residenziale. All’abitazione del vilicus si sostituisce un lussuoso balneum padronale con gli ambienti termali disposti intorno ad una grande vasca con fontana.

A questa fase risale, essendo necessaria una maggiore quantità d’acqua per il funzionamento delle terme, la costruzione della grande cisterna voltata a due navate, imponente serbatoio d’acqua intonacato con malta idraulica.

L’economia della villa subisce cambiamenti: la cella olearia viene smantellata e trasformata in hortus, segno che la produzione di olio in questa fase non è più l’attività preponderante, probabilmente aumentano attività agricole diverse e la pratica dell’allevamento.

Nei secoli successivi la vita della villa continua fino ad arrivare agli inizi del V secolo d.C. quando l’innalzamento del livello marino e dell’acqua di falda rende malsano e poco sicuro il sito e la villa viene abbandonata.

Attorno all’anno 1000 i monaci olivetani cominciano a coltivare quelle terre ed i ruderi della villa vengono utilizzati per terrazzamenti: viene impiantato di nuovo l’uliveto, ma anche vigneti e orti.

Durante i secoli diciassettesimo e diciottesimo vengono costruiti i tre casali agricoli e la grande cisterna rimasta sempre affiorante viene adibita a deposito di attrezzi e animali.

 

staff

I servizi di fruizione, accoglienza e vigilanza sono garantiti da
Gabriella Bassi
Marco Carpena
Marco Rossi

La Villa romana del Varignano è situata in una posizione particolarmente felice, al fondo di una piccola valle ricca di acque, prospiciente il mare, circondata da un fundus coltivato a oliveto, forse anche con zone boschive e di pascolo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce una grande villa con approdo privato che ebbe una vita lunga, compresa tra la fine del II secolo a.C. ed il IV secolo d.C.; in questo arco di tempo la villa fu demolita, ricostruita e restaurata più volte, ampliandone la superficie ed arricchendola di fabbricati destinati alla produzione dell'olio. In particolare l'eccezionale conservazione dello spazio produttivo con i torchi oleari, databili ad età sillana, consente di ripercorrere tutte le fasi di produzione dell'olio così come descritta nei trattati antichi, dalla conduzione dell'oliveto all'immagazzinamento. La villa si arricchisce nel I secolo d.C. di strutture finalizzate al comfort padronale, quali un impianto termale ed una grande cisterna per la raccolta dell'acqua. La villa conserva esempi di preziosi mosaici policromi a testimonianza di un'edilizia residenziale di elevata qualità.

Indirizzo

Via Varignano Vecchio
19025 Portovenere

Orari

16 settembre-15 giugno Martedì -Domenica 9.00-15.00 (ultimo ingresso ore 14.00) 16 giugno-15 settembre Lunedì-Domenica 14.00-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30);

Informazioni

www.musei.liguria.beniculturali.it
pm-lig.villaromana.varignano@beniculturali.it
Tel: +39 0187 790307
Chiusura: Lunedì
Intero: 3,00 €
Ridotto: 1,50 €