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Solea. Festival della cultura mediterranea

 

Ecco la seconda edizione di Solea – Festival della cultura mediterranea di Sanremo, una quattro giorni –  dal 19 al 22 luglio  – dedicata alla cultura mediterranea, intesa in senso lato, letterario in primis, ma non solo.

Talk-show, reading, incontri e cortocircuiti culturali si intrecciano, grazie all’organizzazione di Coop.CMC/Nidodiragno Produzioni ed il finanziamento del Comune di Sanremo/Assessorato al Turismo, Cultura e Manifestazioni in una kermesse di  eventi che in questa edizione saranno legati ai miti classici e contemporanei, storie senza tempo, meravigliosamente attuali portate all’attenzione del pubblico da molti protagonisti della letteratura, delle scienze, del cinema, del teatro, del giornalismo.

Il sottotitolo “Miti per la gente comune” richiama un pensiero di Simon Weil. Scriveva l’intellettuale francese:  “Questi antichi poemi sono così umani che ancora ci toccano da vicino e possono interessare tutti. Sarebbero anzi molto più toccanti per la gente comune, per coloro che sanno che cos’è lottare e soffrire, piuttosto che per chi ha passato la vita tra le quattro mura di una biblioteca.”

La location, parte integrante del progetto culturale, sarà quella felicissima del Forte di Santa Tecla, con divagazioni poi, nella Pigna di Sanremo, segnatamente nella chiesa sconsacrata di Santa Brigida.

Luoghi che hanno vite precedenti, ed oggi votate ad una fruizione culturale.

 

Tra gli obiettivi degli organizzatori c’è quello di replicare il successo dell’edizione d’esordio, quando Solea raccolse consensi tra sanremesi e turisti, italiani e stranieri, ma non mancarono i riconoscimenti dalla critica (la rassegna vinse il Premio speciale al Festivalmare 2017, tradizionale evento de La Stampa che assegna riconoscimenti a chi in Liguria, fra enti, associazioni e privati, si distingue maggiormente nella promozione del turismo).

 

Il primo atto della rassegna sarà nel segno della continuità con la prima edizione.

Ogni anno Solea andrà ospitando un focus dedicato ad Italo Calvino. Se lo scorso luglio si è assistito al bellissimo incontro con Lella Costa, il primo appuntamento del 2018 (giovedì 19 luglio, ore 21.15) avrà come titolo “Calvino e la matematica che toglie peso” e come protagonista Piergiorgio Odifreddi che indagherà intorno al legame dello scrittore sanremese con  letteratura-matematica.

 

La seconda giornata, venerdì 20 luglio (ore 21.15), è impreziosita da una personalità del mondo della letteratura e della poesia come Giuseppe Conte, amico di Solea e “figlio adottivo” di Sanremo. Conte ci andrà affascinando su “Erotismo, eroismo, romanzo – Sesso e apocalisse a Istanbul” conversando con due voci brillanti quali la scrittrice Emanuela Ersilia Abbadessa e il critico letterario Mario Baudino.

 

Il programma continua sabato 21 luglio con una giornata dedicata al mito di Antigone presentando un doppio incontro: alle ore 18.30 “Antigone Mediterranea: storie di quotidiana ribellione”, talk condotto da Rosalba Ruggeri con la grecista Monica Centanni, la scrittrice Marta Pastorino, la storica Chiara Ottaviano e l’attrice Anita Caprioli.

E la stessa Anita Caprioli, a seguire (ore 21.15), è protagonista dello spettacolo “La storia di Antigone” insieme al musicista Didie Caria, per la regia di Roberto Tarasco.

 

Il compito di chiudere Solea 2018, domenica 22 luglio (ore 21.15), sarà affidato a Isabella Ferrari, attrice notissima e amica di Sanremo. Sua sarà l’appassionante interpretazione di “Fedra”, nella riscrittura di Giannis Ritsos.

L’evento collaterale all’ex Chiesa di Santa Brigida sarà il laboratorio teatrale sotto le insegne de “Il desiderio impossibile da incarnare” (venerdì 20 luglio, dalle 18.00 alle 20.00), curato da Andrea Ciommiento ed organizzato in collaborazione con Pigna Mon Amour, un’occasione per far risuonare le questioni inedite della figura di Antigone e il suo tentativo estremo di rigenerare il desiderio.

 

I tre appuntamenti serali di giovedì 19, sabato 21 e domenica 22 luglio hanno un biglietto di ingresso a 15 euro; è previsto, inoltre, un abbonamento agli stessi con formula a 30 euro.

 

 

                                                                                                                                              PARTNER

 

Solea, anche quest’anno si avvale di partner preziosi. La manifestazione nasce all’interno del calendario  di manifestazioni estive del Comune di Sanremo – Assessorato al Turismo, Cultura e Manifestazioni e gode del supporto di MIBACT – Polo Museale della Liguria.

 

Viene confermata la collaborazione con CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa Associazione Provinciale di Imperia che propone aperitivi e assaggi, specie nella fasce orarie dalle 20.00 alle 21.00 con i suoi partner associati, ed inoltre il legame con il Casinò di Sanremo.

 

Si ringrazia, per la collaborazione all’evento off ospitato nella ex Chiesa di Santa Brigida, l’Associazione Pigna Mon Amour, e la Libreria Garibaldi di Sanremo, che cura il punto vendita libri al Forte di Santa Tecla.

 

 

                                                                                                           IL NOME DELLA RASSEGNA

 

Solea è il titolo dell’ultimo libro della trilogia di Jean-Claude Izzo, scrittore marsigliese dalle origini campane. Solea è anche un brano di Miles Davis che fonde il linguaggio jazzistico con evidenti influenze flamenche. Un nome collaudato, rappresentativo per un progetto che vuole unire elementi diversi eppure molto intrecciati: il Mare nostrum come approdo e incontro tra culture diverse, il dialogo e la condivisione come fecondo elemento di arricchimento e crescita;  lo scenario, la storia, la luce delle città di mare come luogo ideale per raccontare vicende umane appassionanti. Insomma un felice connubio di suggestioni capace di generare un festival che trova a Sanremo ideale scenario nelle sue location “vecchie che diventano nuove”.

Del resto il Ponente Ligure è una enclave mediterranea che ha sempre generato grande passione e interesse in una frequentazione che non si potrebbe immaginare più trasversale. È un’anima, la sua, propria di una terra di incontro.

 

                                                                                                                                                CREDITI

 

Organizzazione:

CMC/Nidodiragno Produzioni

via Roma 128 Sanremo –  tel. 0184544633 / staff@cooperativacmc.com

Facebook: Solea-festival della cultura mediterranea a Sanremo (/Soleafestival)

 

Direzione artistica: Angelo Giacobbe

con la collaborazione di Andrea Ciommiento

Logistica, amministrazione e promozione: Ilaria Grigoletto

Grafica: Andrea Novaro

 

                                                                                                                               IL PROGRAMMA

 

GIOVEDÌ 19 LUGLIO 2018

ore 21.15

Forte Santa Tecla

FOCUS ITALO CALVINO

“CALVINO E LA MATEMATICA CHE TOGLIE PESO”

Talk con Piergiorgio Odifreddi

Ingresso 15 euro

Italo Calvino era uno scrittore particolarmente sensibile alla scienza e alla matematica. Negli anni Sessanta si era trasferito a Parigi, aveva incontrato Raymond Queneau ed era entrato a far parte dell’Oulipo: una singolare confraternita di letterati-matematici e matematici-letterati che perseguiva il triplice obiettivo di una scrittura che possedesse ed esibisse immaginazione scientifica, linguaggio logico e struttura matematica. Nelle “Lezioni americane” viene tessuta una trama di riferimenti e di connessioni che individuano le stesse caratteristiche in autori parascientifici appartenenti a quella che Calvino stesso definì “una linea di forza della letteratura”, che va da Lucrezio a Borges passando per Ariosto, Galileo e Leopardi.

Parte da qui la trattazione di Odifreddi, il “matematico impertinente”, importante e poliedrica figura di intellettuale che offrirà questa interessantissima prospettiva “verso” lo scrittore sanremese, cui ogni anno Solea dedica un focus di approfondimento, spesso muovendosi su terreni “non convenzionali”.

 

Piergiorgio Odifreddi

Ha studiato matematica in Italia, negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, e ha insegnato Logica presso l’Università di Torino e la Cornell University. Collabora a “la Repubblica”, “L’Espresso” e “Le Scienze”. Ha vinto nel 1998 il premio Galileo dell’Unione Matematica Italiana, nel 2002 il premio Peano della Mathesis e nel 2006 il premio Italgas per la divulgazione. Dal 2007 organizza il Festival della Matematica di Roma. Scrive di matematica, storia della scienza, umanesimo e religione.

Tra i suoi libri: Il Vangelo secondo la Scienza (Einaudi, 1999), C’era una volta un paradosso (Einaudi, 2001), Le menzogne di Ulisse (Longanesi, 2004), Il matematico impertinente (Longanesi, 2005) e Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) (Longanesi, 2007), Matematico e impertinente (Mondadori 2007), Il Club dei matematici solitari del prof. Odifreddi (Mondadori 2009) e Hai vinto, Galileo! (Mondadori 2009) e Sulle spalle di un gigante (Longanesi 2014). Per Rizzoli è uscito ad inizio 2018 La democrazia non esiste- Critica matematica della ragione politica.

 

 

VENERDÌ 20 LUGLIO 2018

ore 21.15

Forte Santa Tecla

TALK LETTERARIO

“EROTISMO, EROISMO, ROMANZO”

SESSO E APOCALISSE A ISTANBUL

Giuseppe Conte

dialoga con Emanuela Ersilia Abbadessa e Mario Baudino

Ingresso libero

 

Giuseppe Conte, poeta, scrittore, letterato che da anni vive a Sanremo, parlerà di erotismo e eroismo nel mito greco, soffermandosi su dualismi umani tipici della cultura ellenistica quali quello di Afrodite contrapposta a Atena e di Achille contrapposto a Ulisse.

Ma la mitologia, verrà dimostrato, non è avulsa dal tempo presente, nella prospettiva mitomodernista secondo cui il mito vive ancora nella profondità della nostra psiche.

Ci sarà spazio nell’incontro per ricordare Giona Castelli, il libraio fallito di Sesso e apocalisse a Istanbul che da devoto esclusivamente al sesso e all’eros si evolve verso una scelta eroica, di sacrificio, nonché per altri personaggi analizzati sotto il profilo dell’erotismo e dell’eroismo.

Faranno da contrappunto a Giuseppe Conte gli interventi di Emanuela Ersilia Abbadessa, scrittrice e saggista catanese, e di Mario Baudino, giornalista de La Stampa di Torino, ma anche poeta e scrittore per Bompiani.

 

Giuseppe Conte

Nato da madre ligure e da padre siciliano, frequenta a Porto Maurizio la scuola elementare e quella media dimostrando presto un particolare interesse per la geografia, l’astronomia e la musica. Frequentando il “Ginnasio-Liceo De Amicis” ad Oneglia, sviluppa i primi interessi letterari. Si esercita in questi anni alle prime traduzioni dall’inglese, compone i primi versi, alcune opere teatrali e la bozza di un romanzo che si ispira all’opera e allo stile di Laurence Sterne che, insieme ad Omero, Shakespeare, Goethe, Foscolo e Shelley, riveste un ruolo significativo nella sua prima formazione. Legge con passione le opere di Mallarmé, di Baudelaire, di D.H. Lawrence e di Henry Miller e inizia a sentire il desiderio di diventare scrittore.

Nel 1962 si sposta a Parigi a Londra e a Bath dove frequenta una scuola estiva di inglese. Nel 1964, dopo aver ottenuto la Maturità classica, torna a Parigi e nell’autunno si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università statale di Milano dove si laurea nel 1968. Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 sono datate le prime esperienze di lavoro nella scuola e come assistente universitario. Tiene due corsi di Estetica alla Statale di Milano. Nel 1972, esce il suo primo libro, che è in nuce nella sua tesi di laurea: La metafora barocca. Viene accolto molto bene, preso come modello da Umberto Eco nel suo manuale su come si fa una tesi di laurea ed entra in tutte le bibliografie sul barocco. Negli anni Settanta si impone all’attenzione della critica con due libri di poesia: Il processo di comunicazione secondo Sade (1975) e L’ultimo aprile bianco (1979) e negli anni Ottanta si cimenta con successivo anche nella narrativa (Primavera incendiata e Equinozio d’autunno), cui faranno seguito, nei decenni successivi, L’impero e l’incanto (1995), Il Terzo ufficiale (2002).

Risale ai primi anni Ottanta l’impegno di Giuseppe Conte come collaboratore su importanti testate italiane. Diventa commentatore su Stampa Sera del Lunedì, poi proseguirà la sua esperienza su Mercurio, supplemento letterario di Repubblica, poi su Il Secolo XIX, dove scrive per anni in prima pagina e su Il Giornale, dove scriverà sulla pagina della cultura.

Intanto si intensifica la produzione sia poetica sia in prosa. È invitato sempre più spesso a fare conferenze e poetry reading in Europa e negli altri continenti. Leggerà a San Francisco e nella Bay Area, in seguito alla traduzione dei suoi libri di poesia dovuti a Anna Laura Stortoni-Hager, e man mano nei più importanti Festival del mondo, in Asia, Africa, America Latina. Nel frattempo trasferisce la sua residenza abituale da Sanremo a Nizza, che eleggerà tra le città più amate.

In quegli anni, Conte inizia la sua esperienza televisiva attraverso L’ altra Edicola di Silvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia su RAI2, dove si produce in clip e commenti. L’esperienza televisiva prosegue su RAI1, dove Conte commenta fatti di attualità ad Uno Mattina e in seguito racconta miti occidentali e non occidentali a Casa RAI1 in venticinque puntate della trasmissione.

Continua a viaggiare, invitato sempre più spesso da prestigiose università, Berkeley, Trinity College a Dublino, Lovanio, Collège de France a Parigi, dove è presentato da Yves Bonnefoy e partecipa a letture di poesia in sempre più paesi del mondo.

Tra le ultime produzioni  La casa delle onde (2005, Selezione Premio Strega), L’adultera (2008, Premio Manzoni), Ferite e rifioriture (con il quale vince il Premio Viareggio sezione poesia) e Terre del Mito (Milano Longanesi), Il male veniva dal mare (2013).

Nel 2015 la Mondadori pubblica in un Oscar la sua intera produzione poetica (1983-2015).

Emanuela Ersilia Abbadessa

Musicologa e scrittrice, ha insegnato Storia della Musica e Comunicazione Musicale fino al 2006 alla Facoltà di Lingue Dell’Università di Catania. Dal ‘90 ricercatrice della Fondazione Bellini. Si è occupata della musica del Ventennio (Torino, 2005) e di rapporti tra musica e letteratura con lavori su Brancati (Catania, 1997) e Bufalino (Ragusa, 2002). Ha al suo attivo molte pubblicazioni tra i quali Aspetti sadiani nella figura di Scarpia (Note su Note, 1998) e In the name of the father: a view of the relationship between Mozart and his Super-Ego, as seen throug the (distorting) lens of Don Giovanni (Berlino/Oxford, 2007). Ha pubblicato Ho un sassolino nella scarpa (2005). Ha ideato e condotto programmi radiofonici e ha lavorato per anni nel campo della direzione artistica per l’Associazione Musicale Etnea. Ha collaborato con il Teatro Massimo di Catania.

Si è occupa per sette anni della comunicazione per l’Orchestra Sinfonica di Savona e l’Accademia Musicale di Savona. È collaboratrice dei quotidiani “La Repubblica” (edizione di Palermo) e “Il Secolo XIX” (edizione Savona) e del periodico culturale “Notabilis”. Collabora stabilmente con “Midnight Magazine”.

Nel 2013 ha pubblicato per Rizzoli il suo primo romanzo, Capo Scirocco, uscito anche negli Stati Uniti, vincitore del Premio Rapallo-Carige per la Donna Scrittrice 2013 e del Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba – “R. Brignetti”, finalista al Premio Alassio Centolibri “Un Autore per l’Europa” e al Premio “Città di Rieti”.

A febbraio 2016 è uscito il suo secondo romanzo, Fiammetta (Rizzoli). Fiammetta è arrivato secondo al Premio Dessì e al premio Subiaco Città del Libro e si è aggiudicato il Premio Fieramente Web.

Mario Baudino

Nato a Chiusa di Pesio, vive a Torino, dove fa il giornalista culturale. Presente nell’antologia “La parola innamorata” (Feltrinelli, 1978), ha pubblicato il suo primo libro di poesie “Una regina tenera e stupenda” (Guanda) nel 1980. Sono seguiti, con lo stesso editore, “Grazie” (1988), “Colloqui con un vecchio nemico” (1999), “Aeropoema” (2006). E’ del 2108 la raccolta di gran parte di questi versi in “La forza della disabitudine” (Aragno). È autore di romanzi: “In volo per affari” (Rizzoli 1994), “Il sorriso della Druida” (Sperling & Kupfer 1998), “Per amore o per ridere” (Guanda 2008) e “Lo sguardo della farfalla” (Bompiani, 2016). Tra i saggi, “Il gran rifiuto, storie di autori e di libri rifiutati dagli editori” (Longanesi 1991, Passigli 2009), “Il mito che uccide” (Longanesi, 2006), “Ne uccide più la penna – storia di crimini, libri e detective” (Rizzoli, 2011) e “Lei non sa chi sono io”, dedicato ai casi più clamorosi di pseudonimia letteraria (Bompiani, 2017).

 

 

SABATO 21 LUGLIO 2018

ore 18.30

Forte di Santa Tecla

TALK ANTIGONE MEDITERRANEA

“STORIE DI QUOTIDIANA RIBELLIONE

con Anita Caprioli, Monica Centanni, Chiara Ottaviano, Marta Pastorino

Conduzione di Rosalba Ruggeri

Ingresso libero

Storie di donne, storie al femminile.

Antigone contro le generazioni che la precedono.

Antigone contro tutti.

Ribelli come “Antigone” i personaggi femminili delle storie raccontate da scrittrici di teatro e letteratura faranno da filo conduttore dell’incontro pubblico, dando spazio alle resistenze quotidiane e alla fuga dalle convenzioni secolari sulla figura della donna. A parlarne sono interlocutrici con ruoli ed esperienze diverse, come la grecista Monica Centanni, la scrittrice e insegnante della Scuola Holden di Torino Marta Pastorino, la documentarista e public historian (Ciclomedia) Chiara Ottaviano, l’attrice Anita Caprioli, che da anni porta in scena la versione della tragedia nata dalla penna di Ali Smith.

Il momento avrà la conduzione di Rosalba Ruggeri, collaboratrice di Radio Rai Tre della trasmissione Zazà.

 

Monica Centanni

Filologo classico di formazione, è studiosa del teatro antico (drammaturgia, strutture, funzione politica della tragedia greca; riprese del dramma classico nel Novecento); di storia della tradizione classica nella cultura artistica e letteraria, dall’antico al contemporaneo. Su questi temi è autore di studi e monografie e ha curato mostre ed eventi teatrali.

Dal 2006 è il direttore del Centro studi classicA │Iuav – Centro Studi Architettura, Civiltà e Tradizione del Classico, all’Università di Venezia.

Dirige la rivista on line “Engramma. La tradizione classica nella memoria occidentale”.

Dal 2009 è anche visiting professor presso l’Università degli Studi di Catania, dove tiene l’insegnamento di drammaturgia antica per il corso di laurea magistrale in filologia classica.

Inoltre è membro e rappresentante italiano di Arc-Net, la “The European Network of Research and Documentation of Performances of Ancient Greek Drama”; membro del consiglio dell’Associazione Internazionale di Studi rinascimentali “Artes Renascentes”, collegato con SILBA (Société Internationale Leon Battista Alberti); membro del comitato scientifico della rivista “Arabeschi. Rivista Internazionale di Studi su letteratura e Visualità”.

Chiara Ottaviano

Storica, vive a Torino dove dirige Cliomedia Officina, la società pioniera in Italia nel campo della public history, senza però dimenticare l’impegno civico e culturale per la Sicilia e Ragusa, sua città natale. Ha insegnato storia e sociologia della comunicazione di massa al Politecnico di Torino e all’Università di Torino e del Piemonte orientale.

È nella direzione della rivista “Memoria e ricerca” e nel Consiglio direttivo dell’AIPH (Associazione Italiana di Public History) di cui è socia fondatrice.

È autrice di saggi e documentari televisivi, ha prodotto e ideato originali progetti culturali, ha coordinando complesse équipe di studiosi e professionisti.

Marta Pastorino

Scrittrice e docente, nata a Genova nel febbraio 1978. Dopo la laurea, si divide tra la scrittura narrativa, le arti visive e il teatro. Tra il 2004 e il 2013 pubblica diversi racconti su antologie e riviste letterarie (Gli intemperanti, Meridiano Zero 2004, Effetti collaterali, Meridiano Zero 2006, Lontano dal cuore, Terre di mezzo 2010, On the road, Il Sole 24 ore per Eni 2011, Nuovi Argomenti, 2012).

Nel 2013 esce per Mondadori il romanzo Il Primo gesto.

Collabora con “Il Secolo XIX” pubblicando articoli e, per l’inserto Tuttolibri de La Stampa, recensioni di narrativa straniera.

Insegna tecniche di scrittura, narrazione orale, public speaking, lettura a voce alta e consapevolezza del corpo in percorsi di laboratorio individuali o in gruppi, in aziende, scuole e Università.

Dal 2013 è Docente al Biennio in Storytelling & Performing arts della Scuola Holden di Torino.

Ha lavorato per la Fondazione Merz, Museo d’arte contemporanea, ha scritto e lavorato in teatro incontrando diversi maestri, studiato Danza Sensibile con Claude Coldy. Nel 2008 si avvicina alla pratica di Hara Yoga e altre discipline olistiche di studio e ricerca per l’equilibrio organico, emozionale e psichico dell’individuo, sperimentando diverse forme di contatto, di meditazione, di radicamento e pratiche di cura la cui massima manifestazione è nella relazione e a contatto con gli elementi della natura.

Rosalba Ruggeri

Collaboratrice di Rai Radio Tre per “Zazà- Cultura società meridione e spettacolo”, trasmissione su teatro,  musiche e spettacolo in diretta da Napoli. Uno spazio di ragionamento e visibilità per il lavoro dei registi, dei musicisti, dei teatranti, degli artisti, degli scrittori, e di tutti coloro che contribuiscono alla vitalità culturale della città, tra creazione e azione sociale. Da Napoli gli ideatori del programma si muovono verso lo “sprofondo” sud del Mediterraneo e del mondo.

 

 

……………………..

 

ore 21.15

SPETTACOLO TEATRALE

“LA STORIA DI ANTIGONE”

Favola in musica per cornacchie, cani selvatici, maledizioni, tiranni, sepolcri & fanciulle in fiore

​raccontata da Anita Caprioli e cantata da Didie Caria

regia Roberto Tarasco

riscrittura di Ali Smith

dalla tragedia di Sofocle

elementi scenografici Giovanni Tamburelli

Ingresso 15 euro

Anita Caprioli, attrice sensibile e colta, si cimenta in una rilettura dell’Antigone in una inedita chiave ecologista attraverso il testo della scrittrice scozzese Ali Smith, scelto da Alessandro Baricco come una delle storie “da salvare” (Collana Save the Story, un’idea editoriale della Scuola Holden pubblicata dal Gruppo Repubblica ’Espresso).

Anita approccia alla storia senza tempo di Sofocle, raccontandola dalla parte dei  corvi che popolano la città di Tebe,  spettatori saggi e consapevoli circa le vicende di noi poveri umani.

La narrazione, sapientemente distillata, si fonde con una colonna sonora musicale dal vivo proposta da Didie Caria, che si avvale di composizioni proprie e rielaborazioni di brani di Cohen, Battiato, Del Ray ed altri.

Sullo stesso palcoscenico vi sono le realizzazioni immaginifiche dello scultore Giovanni Tamburelli,  corvi di ferro di varie dimensioni ad avvalorare la prospettiva ambientalista.

Gli interrogativi che alla fine prevalgono risultano fondanti…

Sono più importanti le leggi degli uomini o quelle di Dio? E queste ultime esistono, o sono anch’esse leggi di uomini ammantate di sacralità? Può una donna contrapporsi al potere di un uomo? E se questi è un re? Cosa è più giusto? Difendere i diritti del fratello o far rispettare la legge, anche se colpisce i familiari? Suscitando questi interrogativi Antigone rimane, a distanza di millenni, una straordinaria storia di emancipazione. La vicenda di una donna che con il coraggio di una visione “altra” e “alta” rivendica il suo diritto a parlare e si ribella a una ristretta concezione del potere tutta maschile.

“La storia di Antigone” è prodotto dalla stessa Cooperativa CMC /Nidodiragno Produzioni.

 

 Anita Caprioli

Entra in contatto con la Scuola di Cinema di Ermanno Olmi, debuttando con “A Domani” di Giulio Ciarambino, è protagonista nel 2000 di “Denti” di Gabriele Salvatores, poi in “Vajont” di Renzo Martinelli.
Nel 2002 interpreta Dolores in “Santa Maradona” di Marco Ponti, film-cult delle giovani generazioni. Nel 2003 interpreta Chiara in “Ma che colpa abbiamo noi” di Carlo Verdone, nel 2004 “Manuale d’amore” insieme a Margherita Buy, Sergio Rubini, “La guerra di Mario” di Capuano con Valeria Golino. Poi in Francia gira “Je suis venu pour elle” di Ivan Taieb, e partecipa a film prodotti da società indipendenti e di autori esordienti: “Onde” di Francesco Fei, e “Per non dimenticarti” di Maria Antonia Avati.
La televisione la vede protagonista femminile in “Cime tempestose” nel ruolo di Catherine e in “Sacco e Vanzetti”. Nel 2007 è protagonista al cinema con “Non pensarci” di Gianni Zanasi, “I Demoni di Sanpietroburgo” per la regia di Giuliano Montaldo e “Si Può Fare” di Giulio Manfredonia; nel 2009 “Good morning Aman” di Claudio Noce e “Meu Pais” film del regista italobrasiliano Andrea Ristum. Nel 2010 è impegnata nell’opera prima di Alice Rohrwacher “Corpo Celeste”. Nel 2011 porta in scena “L’homme semence” da un testo di Violette Ailhaud. Nel 2012 riceve una candidatura ai David di Donatello come migliore attrice non protagonista. Al cinema è stata quindi protagonista dei film “La kryptonite nella borsa”, regia di Ivan Cotroneo (2011), “Immaturi – Il viaggio”, regia di Paolo Genovese (2012), “La prima neve”, regia di Andrea Segre (2013) e “Diva!”, regia di Francesco Patierno (2017).

Ali Smith

Nata a Inverness, in Scozia, nel 1962. È stata due volte finalista al Booker Prize. Con Free Love (1995; Feltrinelli 2007) ha vinto il Saltire First Book Award. È autrice anche di Like (1997); Altre storie (e altre storie) (1999); Hotel World (2001); The Whole Story and Other Stories (2003); Voci fuori campo (Feltrinelli 2005), romanzo vincitore del Whitbread Award, finalista al Booker Prize e all’Orange Prize; La prima persona (Feltrinelli 2010); C’è ma non si (Feltrinelli 2012). Ali Smith scrive anche per il “Guardian”, lo “Scotsman” e il “Tls”.

Didie Caria 

A 17 anni studia con il Rev. Lee Brown e parte come corista e solista per il suo tour italiano. Nel ‘98 è in Europa e in Giappone. A 21 anni mette in scena “Jesus Christ Superstar” cantando il ruolo di Giuda e si esibisce al Palastampa, Teatro Colosseo di Torino e nei maggiori teatri del Nord Italia. Poi studia danza Butoh per tre anni. È in scena negli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Torino e dall’E.T.I. con le coreografie di Michela Lucenti e Barbara Altissimo e lavora a Telecittà Studios come doppiatore-cantante per cartoni animati in onda su Disney Channel e Cartoon Network. A 24 anni scrive il primo album, Cerchi sulla Sabbia, con le musiche di Lionel Wharton e nel 2008 compone il secondo CD Ladro di Storie che concorre come finalista in numerosi premi. Durante la scrittura degli album non ha mai smesso di esibirsi live con diverse formazioni soul e jazz. Dal 2008 insegna tecnica vocale e interpretazione. In ambito teatrale consolida la collaborazione con l’attore-autore Dario Benedetto con cui partecipa a molteplici manifestazioni e stagioni (“Cittadella di Luna”, “Skiera”, “Torino Spiritualità”, “Circolo dei Lettori”).

Nel 2010 di trasferisce a New York, lì condivide il palco con la bassista di Moby, il batterista che apre i concerti a Prince e Eric Udel, il bassista della band originale dei Blues Brothers.

Nel 2011 collabora come vocalist con Dj Jad degli Articolo 31, nella tournée del suo album Il Sarto.

Nell’autunno 2012 la sua professionalità ha ricevuto consacrazione per il pubblico nazionale in virtù della partecipazione della fortunata trasmissione X Factor (Sky Tv).  Didie è arrivato fino alle semifinali, esibendosi  in numerose puntate del fortunato format.

Nel maggio 2018 ha debuttato con “Cuore/tenebra”, nuovo spettacolo teatrale firmato da Gabriele Vacis, lettura  sostenibile alle grandi tematiche sociali del nostro tempo, un “ponte” tra De Amicis e Conrad.

Roberto Tarasco 

È regista, light designer, scenografo ed esperto musicale. Negli ultimi anni ha curato gli allestimenti (scenofonia) per Eugenio Allegri, Natalino Balasso, Alessando Baricco, Enrico Bertolino, Lella Costa, Laura Curino, Arnoldo Foa, Valeria Moriconi, Marco Paolini, Valerio Binasco.

Collabora stabilmente alla messinscena degli spettacoli diretti da Gabriele Vacis.
Ha promosso e diretto spettacoli teatrali, allestimenti lirici, stagioni, progetti, festival. È stato fondatore e direttore organizzativo del Laboratorio Teatro Settimo – Teatro Stabile di Innovazione (1982-2002). Dal 2002 al 2006 è stato consulente artistico del Teatro Stabile di Torino, dal 2007 del Teatro Regionale Alessandrino.
Ha lavorato a “Skiera”, un progetto di pedagogia teatrale, a “Rusteghi, i nemici della civiltà”, con Natalino Balasso, Jury Ferrini, in tournée nei teatri italiani, ai reading “Save the story” con Alessandro Baricco, Andrea Camilleri, Stefano Benni, Licia Maglietta, Vincenzo Pirrotta, Anita Caprioli. Per il 150enario ha diretto le “Italian sessions” prodotte da Telecom in collaborazione con Scuola Holden nelle OGR di Torino.

Dal 2014 è direttore artistico del Teatro Sociale di Valenza. Nel 2018 ha curato scenofonia e luminismi del nuovo spettacolo di Gabriele Vacis, “Cuore/Tenebra”.

 

 

DOMENICA 22 LUGLIO 2018

ore 21.15

Forte Santa Tecla

SPETTACOLO TEATRALE

“FEDRA”

di Ghiannis Ritsos

con Isabella Ferrari

e con Georgia Privitera  al violino

regia Vittoria Bellighieri

Ingresso 15 euro

Lo spettacolo è l’omaggio della comunità a Isabella Ferrari, sanremese d’adozione visti i frequenti soggiorni dell’attrice in città.

Isabella Ferrari, attrice notissima al grande pubblico per i suoi lavori cinematografici e televisivi, in questo spettacolo, intenso e vibrante, dà voce a Fedra e, insieme, alla poesia e al mito greco, radici della comune cultura e civiltà occidentale. La accompagna sul palco la violinista Georgia Privitera, musicista  specializzata in percorsi di musica contemporanea.

La Fedra portata in scena è quella firmata da Ghiannis Ritsos, uno dei più importanti poeti ellenici del ventesimo secolo. A lungo internato nei “campi di rieducazione nazionali” a causa del suo manifesto marxismo, decisamente poco gradito nel dopoguerra greco, tra la guerra civile e la dittatura dei Colonnelli, Ritsos, attraverso una lingua piana, diretta e per questo estremamente efficace, usa le maschere dell’antica Grecia per parlare di democrazia, per far emergere le crisi sociali e quelle individuali, e, infine, per portare alla luce i sottili contrasti che disorientano e al tempo stesso fanno percepire con l’immediatezza della sensazione pura tutto il dolore di una vita di opposizione al regime.

Tra poesia e mito greco, rivivono e riprendono anima e corpo le radici e l’essenza stessa della comune cultura e civiltà occidentale.

 

Isabella Ferrari

Una attrice a tutto tondo con collaborazioni sul grande schermo, in produzioni televisive e teatrali.

Diciottenne viene notata dal regista Carlo Vanzina e nel 1983 recita nel ruolo di Selvaggia in Sapore di mare, il suo primo film. Si stabilisce, quindi, a Roma e intraprende la carriera di attrice, alternando apparizioni cinematografiche a spettacoli teatrali. Da allora sono oltre 40 le produzioni cinematografiche che l’hanno vista protagonista.

Dopo aver partecipato a diverse commedie, recita in pellicole più impegnate e nel 1995, alla Mostra del Cinema di Venezia, vince la Coppa Volpi per la miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola con Alberto Sordi. Nel 2000 e nel 2001 interpreta la parte del commissario Giovanna Scalise nelle prime due stagioni della serie televisiva Distretto di polizia (Mediaset), dirette la prima da Renato De Maria e la seconda da Antonello Grimaldi (con l’interpretazione nella seconda stagione vince la Grolla D’Oro come migliore attrice Televisiva Fiction). Nel 2005 è la protagonista dei film Amatemi di Renato De Maria e Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi (nomination ai David di Donatello come migliore attrice non protagonista).

Ha recitato anche in Vite sospese di Marco Turco; La lingua del santo di Carlo Mazzacurati; Il seme della discordia di Pappi Corsicato; Saturno contro e Un giorno perfetto di Ferzan Özpetek (con quest’ultimo film vince il Premio Pasinetti come miglior attrice); Caos calmo di Antonello Grimaldi (con Nanni Moretti; nomination ai David di Donatello come migliore attrice non protagonista); Due partite di Enzo Monteleone. Ha preso parte anche al film di Woody Allen To Rome with Love, con un piccolo cammeo. Nel 2010 è nuovamente in televisione nella fiction di Canale 5 Nel bianco. Nel 2009 recita nel film TV Storia di Laura (Rai 1) di Andrea Porporati, che viene trasmesso nel 2011.

Ha partecipato al Festival Internazionale del Film di Roma 2012 con E la chiamano estate, regia di Paolo Franchi vincendo il premio Marc’Aurelio d’Argento come miglior attrice. Nel 2013 è diretta nuovamente da Paolo Sorrentino ne La grande bellezza. Torna a lavorare con Ferzan Özpetek nel 2017 con il fortunato Napoli velata. Sempre nel 2017 è protagonista nel film di Alessandro Capitani, In viaggio con Adele.

In teatro è impegnata, tra gli altri, negli spettacoli Due partite di Cristina Comencini, Il catalogo (2010) per la regia di Ennio Fantastichini e in due progetti firmati da Marco Travaglio: Anestesia totale (2011) e È stato la mafia (2013).

Georgia Privitera

Si diploma nel 2004 sotto la guida di Piergiorgio Rosso (Trio Debussy) e in seguito si perfeziona con Giuliano Carmagnola, Simone Bernardini, Oleksander Semchuk e Markus Daunert.

Nell’anno 2011 frequenta il master di musica contemporanea presso l’Universitat Fur Musik di Graz sotto la guida del Klangoforum Wien Ensemble.

Primo violino del Quartetto Maurice, si perfeziona con Hatto Beyerle, Christophe Giovaninetti, Andràs Keller, Andrea Nannoni e, per quanto riguarda lo studio della musica di oggi, con Helmut Lachenmann, Gyorgy e Marta Kurtag, Irvine Arditti, Lucas Fels, Greame Jennings, Roham de Saram, Francesco Dillon e Franck Chevalier.

Il Quartetto si è esibito in festival italiani ed internazionali tra i quali Biennale di Venezia, Società del Quartetto di Milano, music@villaromana di Firenze, November Music Festival di ‘s-Hertogenbosch, Italian Academy della Columbia University, Tzlil Meudcan Festival di Tel Aviv, Biennale di Zagabria, Bludenzer Tage zeitgemäßer Musik 2017, presso l’Istituto Italiano di Cultura, il ProQuartet e il Festival Manifeste di Parigi, Distat Terra Festival in Argentina, Rassegna Nuova Musica di Macerata, festival Playit! di Firenze, Festival Nuova Musica di Treviso, Fajr Music Festival di Teheran, al Piccolo Regio di Torino, Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Singolarmente collabora e ha collaborato con l’ensemble L’Arsenale, l’ensemble Algoritmo, l’ensemble Prometeo, l’ensemble Risognanze, Mdi ensemble, Schallfeld ensemble, Zeitfluss Ensemble e Nou ensemble.

Ghiannis Ristos

Poeta, scrittore e illustratore greco Ghiannis Ritsos, era stato fortemente osteggiato durante il colpo di stato dei colonnelli del 1967 arrivando anche alla deportazione nel campo di concentramento di Partheni nell’isola di Lerosi. Solo in seguito ai movimenti d’opinione internazionali in suo favore, gli venne concesso il domicilio coatto ad Atene, dove morì nel 1990. Autore di numerose raccolte di poesia, completò proprio durante l’esilio la serie di monologhi d’ispirazione mitologica “Quarta dimensione”, di cui fa parte “Fedra”.

 

VENERDÌ 20 LUGLIO 2018 / EVENTO OFF

ore 18.00/ 20.00

Ex Chiesa di Santa Brigida – centro storico

FOCUS ANTIGONE/ LABORATORIO PER SPETTATORI

IL DESIDERIO IMPOSSIBILE DA INCARNARE

A cura di Andrea Ciommiento

in collegamento skype con Michele Cavallo (Artisociali.org)

e con il supporto organizzativo di Pigna Mon Amour

La partecipazione è gratuita ed è richiesta la prenotazione

Antigone non è solamente la giovane figlia di Edipo, l’eroina che si oppone alle leggi ingiuste del potere. Chi è Antigone? Noi come lei. Siamo figli de-generi. Senza eredità. Qualcosa nella trasmissione del desiderio è stato bloccato.

Come tenere fede al proprio posto nella società o alla propria parola? Come rendersi degni dell’amore dei figli? Come saper mostrare il limite? Come trasmettere un amore possibile? Cosa ci è stato lasciato come eredità?

Antigone tenta di azzerare la generazione, di spezzare la catena degli eventi e cambiare il destino. Tutto va rimesso in questione. Bisogna tentare di costruire qualcosa di nuovo. Cercare l’atto concreto con cui ricreare la propria vita.  La posta in gioco di Antigone non è l’affermazione della pietas familiare contrapposta alle leggi dello stato. Ma la possibilità di sospendere ogni legge positiva, scritta e scrivibile.

Antigone punta a un al di là della legge.

In questo reclamare e rivendicare l’al di là della legge consiste l’elemento femminile di Antigone. Riporta al presente il limite di ogni legge, di ogni ordine possibile. La non violenza. Lo svuotamento, il rifiuto della forza e della dialettica del potere, fa di Antigone una figura quasi francescana.

A fare da guida in questa rilettura inedita saranno le visioni che ce ne hanno dato Antonin Artaud, Simone Weil, Jacques Lacan, grazie alla condivisione informale di alcuni pannelli tematici insieme a Michele Cavallo, psicoanalista e direttore del Master in Teatro e Arti Sociali dell’Università Europea di Roma. Partiremo dall’ascolto di Antigone, la ragazza che non può generare, per far emergere l’impossibilità della trasmissione di un desiderio.

Cosa comporta questa impossibilità nella tragedia e in generale nella nostra vita?

Per info e dettagli: casa.artisociali@gmail.com / staff@cooperativacmc.com

Il laboratorio è parte del percorso “Cantiere Pubblico”, un progetto di avvicinamento interamente dedicato a spettatori e cittadini interessati alla scena e a tutto ciò che si muove attorno; a cura di CMC/Nidodiragno Produzioni.